Il tempo scivola svelto e, tra un'influenza e una summer shool, gli unici rilievi sono le escursioni cinematografiche. Recuperarato al cineforum The reader, in cui il corpo sempre più bello di Kate Winslet percorre un viaggio struggente nell'intimità e nella vergogna. Il film rischiava grosso, avrebbe potuto facilmente scivolare nella retorica della colpa, e invece Daldry a mio avviso si tiene in equilibrio sul filo, lasciando che lo sguardo di Bruno Ganz o la maschera di Fiennes esprimano ciò che sarebbe ridondante dire.
Sebbene il pubblico in sala non sembrasse gradire, a me invece è piaciuto Cheri, di Frears (realizzo adesso che tutti i film di Frears mi piacciono...) in cui sulle - poche - rughe della Pfeiffer si costruisce l'architettura sadica della relazione amorosa.
Ben girato e ben recitato, anche se non altrettanto convincente nella sceneggiatura, è La custode di mia sorella, di Cassavetes jr, che non è il voglia di tenerezza di fine decennio, ma si avvicina, e forse troppo... Sarà stato per eccessive aspettative, o perchè il piccolo schermo inevitabilmente mortifica, ma The wrestler non ha suscitato entusiasmi: per quanto si possa apprezzare il coraggio di Rourke nell'esporre il proprio corpo martoriato dal tempo, inizio ad essere stanca di vedere quando gli stati uniti possano essere una terra senza speranza. Una vera crisi di claustrofobia mi ha poi provocato Io sono leggenda (dimostrando che se l'avevo evitato in sala, il mio intuito aveva ragione). L'ultima nota, tutta positiva, va a District 9, oscillante tra l'ironia e il grottesco, perfetto nelle scelte stilistiche e in tutto ciò che decide di lasciare in sospeso... ottimo cocktail di gamberi :-)
venerdì 2 ottobre 2009
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the reader sul momento non m'era sembrato male. adesso il ricordo mi porta più che altro irritazione. come quando ti torna in mente una cosa mangiata in un ristorante da 40 euro che poi ti sei accorto essere un quattro salti in padella.
RispondiEliminafrears e cassavetes ne ho letto così male che mi hanno tolto la voglia di provarci.
the wrestler no, è un ottimo film. ma per aronofsky, non per rourke. è marcio come gli altri suoi film, ma senza le cazzate. vero, è arrivato in un momento di intensa autoflagellazione hollywoodiana, ma è una delle prove migliori, più di gran torino.
dopo district 9 ho lasciato le mazzancolle al banco del pesce.
e nonostante, risaputamente, il pesce mi piaccia.
RispondiEliminama non si possono togliere tutti i raggi laser e le tagliole prima che blogspot si decida a pubblicarti il commento?
NO, più di Gran Torino, sul mio blog, non ti consento: qui non si infanga il nome di dio invano, neppure ai più puri ittiofili è permesso ,-)
RispondiEliminapure a michela è piaciuto così assai. non ho ancora deciso se si tratta di gerontofilia o ricerca della figura paterna. anche a me è piaciuto, ma non così assai assai.
RispondiEliminathe wrestler, tutta la vita
RispondiEliminaehi anonimo, chi sei? the wrestler come aspirazione esistenziale???
RispondiEliminase davvero è possibile fare un paragone, direi che in the wrestler l'assenza della traccia buonista che pian piano emerge dal film di estwood è ciò che lo fa decisamente preferire...per quanto riguarda le aspirazioni esistenziali, mah, magari al prossimo post
RispondiEliminama poi veramente non l'hai riscritto il pezzo. non hai il minimo senso del dovere.
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